venerdì 7 luglio 2017

La Valle Dell'Eden - John Steinbeck

Questa non è una recensione.
Vallo a recensire l'amore.
E' più che altro un'elegia estatica nata sul momento.
Nel post scorso scrissi che esistono libri che sapevo già prima di averli letti che mi sarebbero piaciuti.
Per altri invece è un appuntamento al buio o quasi.
Ne conosciamo stralci, ne vediamo la sinossi e poco altro.
E' Badoo o Tinder applicato alla letteratura.
E così come ci sono incontri, baci, sollazzi sessuali più appaganti di altri, esistono anche libri che ti danno un medesimo effetto.
Che ti lasciano svuotato ed inerme come se dopo aver avuto un orgasmo avessi versato ogni singola goccia del tuo seme.

La Valle Dell'Eden di Steinbeck è stato per me tutto questo.
Forse anche di più.
Mi ha lasciato con la sensazione che dopo un'opera così i romanzi successivi che leggerò difficilmente avranno senso.
Mi fa un po' paura tutto ciò.
Mi fa paura l'enormità.
La complessità e la bellezza dei personaggi di quest'opera mi ha letteralmente divorato dall'interno ed alla fine mi sono dispiaciuto per essi come fossero stati personaggi reali.
E dire che come persona non sono il massimo dell'empatia nei riguardi di ciò che mi circonda.
Però la letteratura a volte mi devasta.
Per assurdo La Valle Dell'Eden non lo considero nemmeno il più bello dei romanzi di Steinbeck, credo che Furore e Uomini e Topi abbiano una marcia in più nel ritmo, ma non so perché La Valle Dell'Eden mi ha colpito nel profondo molto di più.
E mi ha fatto capire che non ci sarà mai nessun archetipo horror che sia un vampiro, Pennywise, il mostro della laguna nera, un licantropo, Cthulhu o Nyarlathotep che tenga dinanzi all'egoismo, l'invidia e la malvagità degli esseri umani.
Credo che questo tipo di letteratura si ponga ben più in alto e lo dico da amante del genere horror/fantastico.
Sembra un'ovvietà ma finora per me non lo era.
Grazie della lezione Mr. Steinbeck.


" Io credo che esistano al mondo mostri nati da genitori umani."
La Valle Dell'Eden - John Steinbeck.

23 commenti:

  1. Ca-po-la-vo-ro. C'è poco da dire. Poi Steinbeck io lo adoro, anzi, agli albori del mio blogghetto, quando ancora non sapevo bene che strada prendere avevo dedicato un post proprio a lui parlando di Furore. Fantastico. Bravo Raffaele.

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    1. Grazie Massimiliano sei sempre fin troppo gentile nei miei confronti. :-)

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    2. Mi trovo d'accordo con Massimiliano.

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  2. Confesso mia grande ignoranza... mai letto Steinbeck :(
    Rimedierò... prima o poi!

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    1. E faresti benissimo tra l'altro. :-)

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    2. Patriciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. DEVI leggerlo hahahahaha, scherzi a parte, fallo davvero ti piacerà, è fantastico.

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    3. Provvederò,fanciulli. Non mi squoiate 😆😆😆😆

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  3. Io di solito alterno classici e horror/fantastico, ma sinceramente non percepisco tutto questo dislivello nel passaggio dagli uni agli altri. O meglio, l'ho percepito chiaramente con Proust, ma in quel caso secondo me il dislivello c'è anche con tutti, o quasi, gli altri classici che ho letto. Mi sembra di capire che l'effetto di questo libro su di te sia stato qualcosa di analogo.
    Ho comunque terminato oggi "Jane Eyre" e ora ad aspettarmi c'è, fresco fresco di acquisto, il nuovo Urania Horror :-)

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    1. Anche a me capita raramente, ma qui lo chiaramente percepito per la prima volta.
      Ho letto che purtroppo Urania Horror chiude, spero di aver letto male. :-(

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    2. Hai letto bene, invece, questo numero 13 è l'ultimo numero.
      Si tratta in realtà, come spiega l'introduzione, di tre numeri raccolti in uno, poiché avevano già acquistato i diritti per la pubblicazione di quelle tre opere. Tra l'altro due provengono dal catalogo delle Edizioni Hypnos.

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  4. Dopo Uomini e topi, vado a occhi chiusi.
    Certo, pure questo post fa la sua. ;)

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    1. Ti ringrazio. :-)
      Ti assicuro che merita. :-)

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  5. L'ho adorato e letto non troppo tempo fa, il mio primo Steinbeck *_* (se ti interessa ne ho scritto)... e sì, è amore e basta :D
    La mia fortuna è che riesco a passare disinvoltamente, apprezzando (ovviamente in vario grado e non sempre), tra generi, letterature dei vari paesi, classici, contemporanei...
    Li e Samuel (avevo letto una vecchia edizione, non so se i nomi differiscono) sono i personaggi che mi hanno più colpita, non che gli altri passino senza lasciare tracce... *_*

    E che bel post, appassionatissimo!

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    1. Ti ringrazio. :-)
      Vorrei avere la vostra disinvoltura a passare dai classici ai narratori esordienti, ma per non è un passaggio così automatico, manco io so perché.

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  6. Caro Raffaele (ho scoperto solo oggi che ti chiami così: bellissimo nome!) credo di capire bene cosa intendi: a me è capitato con Borges; dopo aver letto alcune sue opere, di seguito l'una all'altra (grazie ai due volumi dei Meridiani a lui dedicati) ho pensato che sarebbe stato difficilissimo leggere qualcosa d'altro che si avvicinasse anche solo lontanamente a quella bellezza e che mi lasciasse il medesimo stupore... e in effetti così è stato :)
    Ma dato che siamo umani e abbiamo bisogno della letteratura, dopo un po' la mente indossa una specie di velo e "dimentica un po' " di quella gioia, emozione, stupore permettendoci di godere ancora di opere che magari non saranno mai all'altezza di "Quella", ma che la nostra mente accetterà comunque con piacere :)
    Tra l'altro, guarda la casualità, ho comprato La Valle dell'Eden, in ebook, proprio la scorsa settimana!
    Un abbraccio e a presto

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    1. Buona lettura allora!
      Spero ti possa piacere almeno la metà di quanto è piaciuto a me, ma non ne dubito.
      E' sempre bello leggerti Orlando e grazie del commento e dei complimenti sul mio nome ( anche se non in pochissimi a chiamarmi Raffaele visto che fin da piccolissimo tutti quanti usavano/usano il dimnuitivo Lello). :-)

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    2. Anche Lello è un bel nome, allegro e simpatico :)
      (io per tutti sono Orli ^____^)

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    3. Ti ringrazio!
      Anche Orli non è male. :-)

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  7. Beh, con una recensione così sentita fai proprio venire voglia di leggerlo. Se non per forza questo almeno una qualsiasi altra cosa di Steinbeck.

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    1. Dovunque cadi, con lui cadi bene. :-)

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  8. Nulla da eccepire, anche se condivido che non è il miglior libro di Steinbeck, ma la presentazione dei personaggi in effetti è devatrante e ti si appiccica addosso( vedi anche la versione cinematografica) Non ne sono rimasta invasata, ma è un libro che ricordo sicuramente come uno dei migliori io abbia letto!
    Bacio mio caro Pirkaf!

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    1. Grazie del commento Nella!
      Un abbraccio!

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