venerdì 20 aprile 2018

Autori che meriterebbero di uscire dalla nicchia - Clark Ashton Smith

Ed ecco l'ultimo autore per cui mi sono preso una cotta.
Il buon Clark Ashton Smith.
Guardatelo, non è bono? :-P
Scherzi a parte, sapevo che prima o poi avrei approcciato le opere di uno dei grandi scrittori del fantastico della prima metà del '900 nonché contemporaneo ed amico di penna del maestro di Providence H.P.Lovecraft.
E' stato anche uno dei principali narratori nella rivista Weird Tales che è stata per molto tempo battesimo del fuoco e scopritrice di molti dei principali narratori di genere weird, horror e fantastico.
E' recentemente uscito un po' dalla nicchia polverosa in cui era rinchiuso grazie alla Mondadori che ha ristampato alcuni dei suoi racconti in un tomone di ben 600 pagine dal titolo Atlantide e i mondi perduti, ma ad un prezzo comunque abbastanza caro per i miei ridottissimi standard di questo periodo.
Sono sicuro che però presto o tardi il libro comunque approderà nella mia libreria.
Nel frattempo non sono stato con le mani in mano e sono riuscito a procurarmi due delle sue opere più significative come Cronache Di Averoigne e i Racconti Di Zothique ( ancora in lettura ).

Le Cronache Di Averoigne mi hanno colpito e affondato subito.
Ora forse bestemmierò: io amo Lovecraft, amo la sua sconfinata fantasia e molti dei suoi racconti specie quelli inerenti i Dei Antichi del ciclo di Cthulhu.
Allo stesso tempo però spesso trovo la sua narrazione pallosa e prolissa.
Indimenticabile la mia esperienza con la Ricerca Onirica Dello Spaventoso Kadath che lessi durante i pomeriggi lavorativi di una torrida estate e che nonostante la non particolare lunghezza impiegai ben tre giorni a concludere perché mi mandava letteralmente in catalessi.
La mia paura era che il buon Clark mi avrebbe fatto un effetto simile.
Tutto ciò però non è accaduto e fin da subito sono stato conquistato dalla sua prosa asciutta e non arzigogolata.
Cronache di Averoigne è una raccolta di racconti tutti ambientati in un'ipotetica regione della Francia patria di negromanti e creature mefistofeliche in un ambiente rurale e tipicamente medievale.
Racconti che dal primo all'ultimo mi hanno letteralmente "stregato".
Se ne avete occasione e vi va fatevi il favore di leggere i suoi libri.
E' l'occasione giusta visto che finalmente non è più un autore da benda d'ordinanza o da mercatini dell'usato.
Io lo sto amando e me la sto spassando.
Fatelo anche voi.


Alla Prossima!


lunedì 9 aprile 2018

I miei dilemmi etici ai tempi di Instagram

Questo sarà un post piuttosto stringato, perché credo che il tema non richieda chissà quale semantica anche perché è più che altro un mio dilemma.
Nell'ultimo anno Instagram è stato sicuramente l'unico social che ho utilizzato in maniera costante.
Le foto che faccio sono abbastanza semplici e trattano principalmente di panorami e tramonti cittadini visto che oggettivamente non è che mi sposti granché dai miei dintorni.
Anzi togliamo il granché.
Selfie non ne faccio perché non ho così tanta autostima e perché generalmente credo che alla gente interessi poco o nulla sapere come sono fatto.
In verità li ho sempre concepiti poco, ma non li demonizzo.
Penso lo stesso delle stories, ma ne capisco comunque l'utilità.
Instagram mi piace molto e sono uno dal like facile specie se si tratta di libri oppure di foto con paesaggi, monumenti e panorami della mia città.
Il che mi porta spesso a dei dubbi di natura etica e morale.
E' giusto che io metta like alla foto di una persona che non conosco?
Cosa può pensare questa persona?
So che Instagram nasce con queste finalità, ma è una domanda che mi pongo spesso.
Ovviamente è una domanda che mi faccio di base solo sul contesto cittadino.
Pensate mai a chi c'è dietro una foto ed a cosa può pensare si celi dietro un like o sono soltanto mie paranoie?



Alla prossima!





domenica 25 marzo 2018

I Miei Libri Preferiti: La Banda Dei Brocchi - Jonathan Coe

Non sarà semplice parlare di questo libro.
E' uno di quei libri che almeno ogni sei mesi necessito di leggere ed ogni volta riesce ad emozionarmi e riconciliarmi con la letteratura e con la vita.
Uno dei libri con cui mi farei seppellire.
Uno di quelli che venero all'altare della letteratura.
Ok, mi fermo.
Non voglio farne un peana e nemmeno fare il reclamista di turno, ma è certamente un'opera che ogni amante della letteratura e di quella di formazione in primis non deve far mancare nella propria libreria.
Prima di parlarne andiamo di sinossi, che ad onor del vero non gli rende granché giustizia:

" Trotter, Harding, Anderton e Chase: sembra il nome di un prestigioso studio legale; in realtà si tratta di un quartetto di giovani amici, che frequenta un liceo elitario di Birmingham, quel tipo di scuola che preleva giovani intelligenti dal loro background ordinario e li fa atterrare in una classe sociale diversa da quella dei loro genitori. I ragazzi sono destinati a carriere importanti, mentre i genitori rimangono impantanati nel loro mondo di matrimoni sciovinisti, scontri sindacali, guerre di classe e di razza e ignoranza culturale. Siamo negli anni Settanta, anni in cui si susseguono sconvolgimenti sociali, lotte politiche, attentati dell'Ira. Su questo mare in tempesta cercano di destreggiarsi, con alterne fortune, i quattro ragazzi. "

Ambientato nell'Inghilterra della seconda metà del '70 e precisamente in quel di Birmingham, La Banda Dei Brocchi è un romanzo di formazione giovanile, ma dal background molto variegato visto che non solo tocca tutti i temi sociali, musicali, politici e culturali del periodo, ma li mostra da diversi punti di vista anche se di base il narratore centrale è formato principalmente dal giovane Benjamin Trotter.
Benjamin è forse il più talentuoso e sensibile personaggio del libro, ma ognuno dei suoi amici e rispettive famiglie ha un tratto ben definito della propria personalità.
Coe ci porta nella mente e nel cuore di tutti.
Ed è questa vastità di vite e flussi di pensieri ad essere probabilmente il punto di forza del romanzo.
La scrittura di Coe non è semplicissima da assorbire specie quando tratta temi di cui si ha scarsa conoscenza ( molte delle Band musicali del periodo che vengono citate mi sono aliene così come molti aspetti politici e sociali ), ma il romanzo non assume mai connotati così elitari da non coglierli nella loro complessità pur quando c'è poca familiarità nel linguaggio e nello slang dei protagonisti, così lontani dai personaggi che sono stato abituato a leggere e conoscere.
Anzi, ci si affeziona da subito alle loro vicende.
E ci si fa male, molto.
Coe tira delle bombe mica da ridere e ci sono dei passaggi in questa storia che mi hanno lasciato interdetto.
Uno in particolare mi ha fatto stare male come non mi capitava dai tempi de L'ombra Dello Scorpione.
Allo stesso tempo c'è molto spazio per la satira ( anche quella più " cruda " e cattiva ) grazie al personaggio sfuggente ed arguto di Harding che si arriva ad amare e detestare contemporaneamente.
Le sue lettere al giornale della scuola sono tra le pagine più belle del libro per via della forte componente satirica che sfiora la genialità.
C'è l'amore.
Quello con l'A maiuscola che funge da Musa.
L'amicizia.
La musica.
Le lotte di classe e diritti dei lavoratori.
Tradimenti, bugie.
Razzismo.
Misteri.
Bombe.
Morte.
Ci sono delle vite che sembrano vere.
Ed è la cosa che conta di più.


Se vi va, leggetelo che ne vale la pena.
Questo romanzo ha avuto anche un seguito ambientato nell'età adulta dei protagonisti ed in cui trovano risposte alcune delle domande irrisolte della storia.
Circolo Chiuso è un romanzo molto buono, ma gli manca la spinta propulsiva dei racconti di vita giovanile.
E' un romanzo un po' cinico che disattende.
Perché ti aspetti sempre che i personaggi che ami abbiano preso le decisioni giuste ed abbiano avuto la vita che desiderino, ma non sempre va così.
Anche nella fiction.



Alla prossima!







martedì 13 marzo 2018

I Miei Libri Preferiti : Cuori In Atlantide - Stephen King


Il titolo lascia pochi dubbi: secondo me Cuori In Atlantide insieme ad Il Miglio Verde è il migliore romanzo della seconda parte di carriera di Stephen King.
Da quel mese e quel giorno in cui fu pubblicato ad oggi, risulta in base ai miei gusti, ancora imbattuto.
E di pagine, personaggi, storie e romanzi della penna del Re, ne sono passati parecchi sotto il mio sguardo nel frattempo.
Ovviamente è solo un mio parere e questo non significa che Stephen King abbia pubblicato solo ciarpame nel frattempo.
Anzi.
Ritengo The Dome, Revival e 22/11/63 tre ottimi romanzi.
Però Cuori In Atlantide è stato l'unico che è riuscito a far vibrare le corde del mio cuore e a farmi provare empatia ed amore vero verso i suoi personaggi.
All'epoca mi innamorai perdutamente di Carol Gerber e tale amore perdura tuttora ad ogni lettura.
Ho perso il conto di quante volte ho letto questo romanzo e lo perderò ancora perché se non morirò so che lo leggerò ancora e ancora.

Forse molti di voi avranno visto la dignitosa versione cinematografica con Anthony Hopkins protagonista, ma credetemi se vi dico che il libro è un'altra cosa.
Anche perché il film riprende solo la prima delle storie del romanzo che è invece diviso in cinque parti ambientate in quattro periodi differenti:

- Uomini Bassi In Soprabito Giallo ambientato nel 1960

- Cuori In Atlantide ambientato nel 1966

- Willie Il Cieco ambientato nel 1983

- Perché Siamo Finiti In Vietnam ambientato nel 1999

- Scendono Le Celesti Ombre Della Notte ambientato anch'esso nel 1999

Il vero motore propulsivo della storia è però formato dai primi due racconti.
Ed è qui che secondo me si annida uno dei pochi difetti di questo libro.
A volte è molto tangibile il sentore che alcune di queste storie siano legate tra loro in maniera forzata ( nel caso di Willie Il Cieco è realtà consolidata perché King ha adattato un racconto che aveva pubblicato altrove ).
Ciò non toglie che Stephen King ci regala una sua personale visione degli anni del Vietnam che in alcune pagine sfiora la poesia.
In altre la rabbia, ed in qualche caso l'orrore.
Al di là delle proprie idee politiche appare chiaro e lampante come l'idea della partecipazione forzata ad una guerra indipendentemente se tu ci voglia andare o meno è un qualcosa che a me suscita più orrore e terrore di qualsiasi Kaiju o rappresentazione orrorifica di H.P.Lovecraft.

Una delle caratteristiche di Cuori In Atlantide è anche fare parte del ciclo della Torre Nera attraverso la figura di Ted Brautigan protagonista principale della prima storia.
L'unica tra l'altro che potremmo in qualche modo affiliare alla narrativa di stampo fantastico.
Perché in verità i primi due capitoli potremmo tranquillamente classificarli come romanzi di formazione.
Ed in quel campo Stephen ha sempre partorito buone storie ( tranne ne L'Acchiappasogni, d'accordo ).
Ma nonostante la cornice soprannaturale che permea le atmosfere della prima storia è il rapporto che nasce, cresce e si consolida attraverso la passione per la letteratura tra Ted Brautigan ed il piccolo Bobby Garfield la vera punta di diamante di questo racconto.
Ted in poco tempo diverrà in tutto e per tutto quella figura paterna che il ragazzo ha perso fin troppo presto.
Uomini In Basso In Soprabito Giallo è un racconto bellissimo che consiglio senza riserve.
In esso riecheggiano non solo gli anni '60 in toto,  ma è anche una bellissima storia di formazione sentimentale.
Ok, i temi di King quando tratta questi argomenti sono sempre i soliti, ma perché è l'infanzia per sua natura ad essere così e viene naturale al narratore adattarla all'irrealtà del soprannaturale.
Quindi da una parte abbiamo i classici temi di riferimento di ogni storia di formazione come l'amicizia, il bullismo, il primo amore.
Dall'altro l'orrore esterno.
In questo caso rappresentato dalle figure misteriose e sopra le righe di questi uomini in soprabito giallo che in sella alle loro auto pacchiane girano intorno ai sobborghi di Harlow alla ricerca di Ted Brautigan.
Insomma King in questo racconto sembra ripetersi ed è innegabile, ma lo fa in un modo così bello e poetico che glielo si perdona.
Trovo meraviglioso che il simbolo che leghi indissolubilmente le anime di Ted Brautigan e Bobby Garfield sia rappresentato da un libro.
In questo caso Il Signore Delle Mosche di William Golding.
Ma anche la citazione a Uomini e Topi di Steinbeck è altrettanto potente ed emblematica.



Cuori In Atlantide è il mio capitolo preferito di questo libro.
Se il tema delle rivolte studentesche degli anni '60 e della vastità del conflitto in Vietnam nel primo racconto è piuttosto latente, in Cuori In Atlantide ne è proprio il fulcro.
Ambientato nell'università del Maine nel 1966 la storia è narrata attraverso la memoria e le gesta della matricola Pete Riley.
L'unico tratto d'unione di questa storia con il primo capitolo è legato alla presenza di Carol Gerber che da comprimario del primo capitolo ( era la migliore amica/bambina del cuore di Bobby Garfield ) qui assurge al rango di protagonista.
E' spettacolare la carica immersiva di questa storia.
King attraverso i ricordi della sua giovinezza ( ha frequentato proprio quest'università ) ci dona una storia che ricalca proprio la nascita degli Hippy e di tutti movimenti pacifisti nel periodo della guerra che in quell'università prende piede grazie alla strampalata figura di Stoke Jones alias Rip-Rip un disabile che camminava con l'allora ancora desueto simbolo della pace disegnato sul sedere dei Jeans.
Bellissimi e ricettivi tutti i riferimenti televisivi e musicali del periodo, la descrizione delle giornate universitarie tipiche di quel periodo e da applausi il concept dei personaggi, tutti molto credibili.
In questa storia siamo lontani dalle dinamiche horror tanto care a Stephen King, ma l'orrore c'è ed è la guerra.
Ed è un orrore vero.
E' latente, nascosto, ma inesorabile se qualsiasi degli studenti non superasse gli esami.
Non deve essere stato facile per gli americani vivere quel periodo.
In pratica studiavano con un'enorme spada di Damocle che gli pendeva sul capo.
Se venivi espulso non andavi a lavorare, ma a Saigon a combattere contro i Cong.
L'assurdità di questa storia sta nel fatto che molti di loro pur con un carico pendente del genere rischiano di farselo cadere addosso per colpa...delle carte da gioco.
Un gioco chiamato Cuori ( che tutti i possessori dei vecchi sistemi operativi di Microsoft dovrebbero conoscere visto che era compreso nei giochini allegati insieme ai solitari ed al flipper).
Cuori In Atlantide è il capitolo più bello e più ricco di tutto il libro.
Come dicevo inizialmente è difficile non innamorarsi della complessità della figura di Carol Gerber nonostante il fatto che le sue ferree convinzioni pacifiste la portino ad essere una " pasionaria ".
Cuori In Atlantide va assolutamente letto.
Fatelo, ve lo scongiuro.

Willie Il Cieco e Perché Siamo Finiti In Vietnam parlano principalmente delle conseguenze sulla psiche dei soldati sopravvissuti alla guerra e lo fa attraverso due dei personaggi apparsi nella prima storia.
Willie era uno dei bulli che infastidivano Bobby Garfield e i suoi amici Carol Gerber e Sully John.
Sully John è invece il protagonista della seconda storia.
Personalmente dopo due " bombe " come i primi due capitoli, la sensazione che siano interlocutori e raffazzonati è tanta, ma sono comunque utili per farci comprendere le assurdità della guerra e le sue possibili conseguenze psicofisiche sui reduci.

Chiude questo libro un epilogo molto toccante e pacificatore.

Non voglio divulgarmi troppo quindi mi congedo, ma se vi capita dategli un'occhiata perché questo libro merita tanto.

Alla Prossima!

















venerdì 16 febbraio 2018

Ho smesso di guardare la Tv, ma non ne vado fiero

Quando la televisione era ancora giovane ed erano pochi a potersela permettere la gente andava nelle case dei pochi fortunati a guardarla.
C'era quel misto di meraviglia ed anche di comunione, quel senso di novità e per molti di loro il vero primo contatto con la tecnologia.
Li abbiamo sentiti tutti questi racconti da parte dei nostri nonni o dei nostri genitori.
Racconti sulla sera dell'allunaggio o le riunioni tra parenti e vicini davanti alle trasmissioni della Rai.
Nessuno si sarebbe mai sognato all'epoca di dire che è un invenzione malsana che spegne il cervello ed il perfetto passatempo per gli analfabeti funzionali.
Era così negli anni '60 e lo è stato fino alla fine degli anni '90, diciamo fino all'esplosione di Internet e alla successiva nascita di social come Facebook e Twitter che hanno permesso a chiunque di poter dire la sua senza alcun filtro.
A questo bisognerebbe aggiungere l'entrata in campo politico di Berlusconi che dal '94 in poi ha cambiato per sempre la televisione rendendola in tutto e per tutto uno strumento elettorale con tutte le conseguenza del caso.
Un tempo l'unico modo per poter esprimere il proprio dissenso verso una trasmissione o qualsiasi altra cosa era la posta del quotidiano o del settimanale di turno.
La gente camminava fiera con il suo Tv, Sorrisi & Canzoni e vattelapesca vari per sapere cosa avrebbero visto la settimana entrante in Tv e quale film in prima serata vi sarebbe stato trasmesso.
Insomma quando la televisione era più giovane, c'era meno voglia di prendersela con personaggi e varietà televisivi incolpandoli della propria povertà o inneggiando alla messa al bando della cultura.
Perché si, oggi si viene etichettati con disinvoltura per ciò che leggi, ciò che ascolti, ciò che guardi o persino per lo sport che pratichi o segui.
In pratica tu non sei ciò che sei, ma ciò che fai.
In pratica sei potenzialmente una persona sveglia ed intelligente se guardi Piero ed Alberto Angela e sei uno sfigato ed un perdente se guardi Canale 5, Italia Uno e roba simile.
Figuriamoci se sei un appassionato di calcio.
Non esistono sfumature, sei out per principio.
Insomma esiste un catalogo in cui ognuno di noi deve essere per forza inserito e che fa di te un elemento attivo o passivo della nostra società.
In pratica diventi un essere umano meritevole solo se guardi, leggi ed ascolti determinate cose.
Io ho smesso di guardare la televisione da anni, ma mi sento ugualmente passivo.
Leggo un numero considerevole di libri l'anno eppure mi sento costantemente ignorante e spesso vivo schiacciato dal peso dell'esistenza.
Non è che perché siete dei Nerd, cultori della moderna tecnologia o perché guardate Altered Carbon o un telefilm di Hulu, Netflix o Amazon voi siete necessariamente meglio della plebaglia che guarda Il Segreto o Uomini & Donne.
Penso lo stesso per coloro che schifano Annalisa, la Marrone e varie e  eventuali come se ascoltare il Rap o il Metal significhi essere necessariamente migliori.
Combatto ogni giorno per non diventare cinico come voi e buttare tutta la mia merda ed i miei intestini in inutili commenti su Twitter o Facebook su quanto sia più bella ed acculturante una cosa nei riguardi di un'altra.
La Tv è invecchiata ed ho smesso di guardarla, ma non ne vado fiero.


Alla Prossima!




lunedì 5 febbraio 2018

Autori che meriterebbero di uscire dalla nicchia - Theodore Sturgeon

Una delle mie poche ancore di salvezza è sempre stata la letteratura.
E' lei che certe volte mi tiene a galla,  ed è lei che mi consente di evadere mentalmente.
Vorrei poter usare il termine sempre invece di certe, ma mentirei spudoratamente.
La nostalgia, la solitudine, sono demoni molto difficili da combattere e sconfiggere.
La mia compagnia preferita delle ultime settimane è stata Theodore Sturgeon.
Autore di fantascienza statunitense che ci ha lasciato nel 1985, certamente demodé tranne agli sparuti appassionati di fantascienza, che ho scoperto grazie alla bellissima lettura di Cristalli Sognanti.
Da lì a procurami Nascita Del Superuomo e I Figli Di Medusa il passo è stato breve.
In futuro punto anche a recuperare Qualche Goccia Del Tuo Sangue.
Tanto per fare l'en plein dei suoi romanzi tradotti in Italia, visto che a quante pare non tutte le sue opere sono giunte fino a noi.
E' stato anche un autore molto prolifico per quel che concerne le antologie di racconti, ma quelle magari le riservo per una lettura in ottica futura.

Che dire dei suoi romanzi, a me fa specie che ormai appartenga alla narrativa fuori stagione.

E' vero che Cristalli Sognanti è stato ristampato anche da Adelphi e che nei periodici Urania le sue opere si trovano abbastanza facilmente, ma è palese che sia considerato quasi alla stregua di una letteratura di serie B.
Personalmente le sue opere mi hanno avvinto moltissimo, e li accomuno tranquillamente a quelle di altri autori del fantastico come Ray Bradbury, John Wyndham ed H.G.Wells, tutti autori ancora abbastanza letti qui in Italia e tutti autori la cui definizione di scrittori di fantascienza calza molto stretta, visto che la loro narrativa tocca tantissimi temi.
Ecco, io ritengo che in generale la parola fantascienza, al giorno d'oggi sia considerata fuori moda, roba proprio di nicchia, che nelle librerie ormai non viene quasi più considerata.
Roba per pochi, insomma.

Va bene che spesso viene associata ai termini Geek e Nerd che oggigiorno sono stati talmente sdoganati da essere ormai inglobati dalla massa, ma tutto ciò non vale per i romanzi di fantascienza, al contrario dei Telefilm di questo filone che invece in questo periodo vanno tantissimo.
Speriamo siano almeno in grado di fare da traino ad un nuovo filone di appassionati di questo genere.
Insomma, se vi capita e vi va, date una chance a Theodore Sturgeon, non ve ne pentirete.
Io gliel'ho data e sono felicissimo di aver fatto la sua conoscenza.

Alla Prossima!


giovedì 18 gennaio 2018

Stephen King Non Mi Piace Più?!

Era un po' che volevo fare questo post, ma poi mi sono risposto che non sarebbe stato corretto scriverlo senza prima aver letto l'ultima fatica di Stephen King, che aspettava pazientemente il suo turno nel mio divano da lettura, mentre io gli preferivo senza ritegno alcuno altra roba da leggere.
Sleeping Beauties che Stephen King ha scritto a quattro mani con suo figlio Owen, è un romanzo solido e corposo, una storia corale che intrattiene a dovere e che tutto sommato mi ha divertito.
Ciò non toglie che mi ha trasmesso però molto poco.
Il fatto di essere una storia corale, forse rende molti dei personaggi piuttosto ermetici ed è un tantinello troppo femminista per i miei gusti.
Sembra una fusione de La Bella Addormentata Del Bosco e Orange Is The New Black in salsa horror.
Come in molte sue opere, ci si gusta più la partenza ed il viaggio, che l'arrivo.
Mi hanno lasciato sconcertato alcune delle motivazioni della storia e le generalizzazioni sull'universo maschile, ma non sono qui a parlare di questo.
Sleeping Beauties è certamente una lettura che non rimpiango, ma che non ha mutato minimamente il disagio che attenua il vecchio fan del Re che è in me.

Ebbene, il post è forse un po' drastico e provocatorio, ma parte da una riflessione veritiera, che è quella che io non mi emoziono più con quello che ho sempre considerato il mio scrittore preferito e colui a cui sono più affezionato.
Ho parlato innumerevoli volte di quanto il Re sia stato fondamentale nella mia carriera da lettore.
E' stato il mio battesimo del fuoco, il primo amore, ed anche colui che non ha avuto paura a farmi conoscere altri scrittori dopo di lui.
Prima di lui ci furono altre letture e altre storie, ma troppo fugaci per trasmettermi vizio ed emozioni.
Poi ci fu King, e fu vita, storie, emozioni.
Poi ho scoperto altri autori e con il proseguo del tempo, mi sono accorto che mentre il mio amore per lui decresceva, quello per altri autori aumentava.
Non ho letto più i suoi romanzi con lo stesso interesse di prima e diciamolo chiaramente da Cell in poi, è diventato davvero difficile che io mi emozionassi e traessi piacere da un suo scritto.
In questi ultimi dieci/quindici anni le storie  " per me " meritevoli del Re, si contano sulle dita di una mano...delle tartarughe ninja o dei Simpson.
Questo non significa che io non tragga piacere dalle altre sue opere, ma che ai miei occhi siano poco più che intrattenimento.
Ecco, io non riesco ad avere tutto l'entusiasmo che leggo nelle pagine dedicate a King su Facebook, e giuro che lo vorrei.
Vorrei tornare a quando non riuscivo a staccarmi dalle pagine de L'Ombra Dello Scorpione nemmeno quando ero a tavola per il pranzo e la cena.
A quando leggevo a scuola di nascosto sotto il banco Ossessione, Pet Sematary, Le Notti Di Salem e L'occhio Del Male.
A quando nella brandina al militare leggevo IT con infinito trasporto.
A quando mi innamorai di Carol Gerber e Beverly Marsh.
Tutto il tempo passato a leggere la Torre Nera, al tatuaggio che mi sono fatto per via di quella lettura, che diede vita a un altro me.
Un me che fino ad allora si nutriva solo di fumetti, ma che poi ha iniziato a fagocitare libri su libri, senza smettere mai.
Al me che ricorda a memoria l'incipit de Il Corpo.

Steve, ti chiedo scusa, ti leggo ancora, e temo lo farò per sempre, ma non ti amo più.